La scorsa settimana ho avuto la fortuna di trascorrere alcuni giorni in Alsazia, una delle regioni più affascinanti d’Europa. Ho scelto come base Colmar, una cittadina pittoresca famosa per i suoi canali e le case a graticcio, e da lì ho organizzato diverse escursioni, tra cui una giornata intera dedicata a Strasburgo.
In questo articolo voglio condividere il mio itinerario personale, con impressioni dirette e qualche consiglio pratico. Ti parlerò di come raggiungere Colmar e Strasburgo, delle tappe che ho visitato, delle esperienze gastronomiche e della suggestiva via dei vini. Se stai pensando a un viaggio in Alsazia, spero che la mia esperienza possa darti spunti utili per organizzare al meglio la tua avventura.
Come arrivare a Colmar e Strasburgo
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Per il mio viaggio in Alsazia ho scelto di arrivare in macchina, ma ci sono diverse soluzioni altrettanto pratiche per raggiungere sia Colmar che Strasburgo. In base al tempo a disposizione e al budget, si può optare per l’aereo, il treno oppure, come ho fatto io, per l’auto.
Come arrivare a Colmar e Strasburgo in aereo
La soluzione più rapida per chi parte dall’Italia o da altre città europee è sicuramente l’aereo. Gli aeroporti più vicini sono quello di Strasburgo-Entzheim, che si trova a circa 20 minuti dal centro di Strasburgo, e quello di Basilea-Mulhouse-Friburgo, che dista circa 50 chilometri da Colmar. In entrambi i casi ci sono collegamenti in treno o autobus verso le città principali.
Dall’Italia, le tratte più comode partono da Milano, Roma e Venezia, con prezzi che variano molto a seconda del periodo: si può trovare un volo low cost a partire da 60-80 euro a tratta, ma nelle stagioni più gettonate come i mercatini di Natale le tariffe possono facilmente superare i 150 euro.
Come arrivare a Colmar e Strasburgo in treno
Il treno è una soluzione confortevole, soprattutto se non si vuole guidare. Da Parigi Gare de l’Est partono i TGV ad alta velocità che in meno di due ore portano a Strasburgo. Da lì, Colmar è raggiungibile in circa 30 minuti di regionale veloce. Se invece si parte dall’Italia, si può prendere un treno diretto Milano–Basilea, che dura circa quattro ore; una volta arrivati a Basilea, basta cambiare con un treno francese che porta a Colmar in meno di un’ora. I costi variano in base all’anticipo con cui si acquista il biglietto: il tragitto Milano–Basilea può costare tra i 40 e i 70 euro, mentre il treno Basilea–Colmar oscilla tra i 10 e i 20 euro.
Come arrivare a Colmar e Strasburgo in macchina
Io personalmente ho scelto l’auto, partendo da Milano e stabilendo la mia base a Colmar. È una soluzione che consiglio se si vuole esplorare anche i piccoli villaggi della via dei vini e avere la massima libertà negli spostamenti.
Ci sono due possibili itinerari: il primo prevede il passaggio dalla Svizzera, dove però bisogna acquistare la vignetta autostradale (un bollino che costa circa 40 euro e dura un anno). In questo modo si percorrono le autostrade svizzere fino a Basilea e da lì si entra direttamente in Francia per raggiungere Colmar. L’altra opzione, che ho sperimentato all’andata per evitare un po’ di traffico, passa dalla Germania, attraverso la zona di Friburgo, e porta poi verso Strasburgo o Colmar. Entrambi i percorsi sono validi e ben serviti, ma dipende dalle condizioni del traffico e dalle preferenze personali.
In totale, da Milano a Colmar ho impiegato circa sei ore di viaggio, soste comprese. Non è un percorso breve, ma la comodità di avere l’auto in Alsazia ha fatto la differenza, soprattutto per visitare villaggi e cantine che difficilmente sarebbero stati raggiungibili con i mezzi pubblici.
Un giorno a Strasburgo: il mio itinerario
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Partendo da Colmar in macchina, in meno di un’ora sono arrivato a Strasburgo, una città che unisce eleganza francese e influenze tedesche. Una volta parcheggiata l’auto vicino al centro storico, ho iniziato la mia visita da alcune tappe fondamentali, che ti consiglio assolutamente di non perdere.
Piazza Kléber
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Il mio primo incontro con Strasburgo è stato in piazza Kléber, la più grande e importante della città. Prende il nome dal generale francese Jean-Baptiste Kléber, nato proprio qui nel 1753, e al centro ospita la sua statua. È un luogo che ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita cittadina, tanto che nel periodo dei mercatini di Natale diventa uno dei punti più suggestivi, con un enorme albero illuminato che richiama visitatori da tutta Europa.
Camminando tra i palazzi storici che la circondano, come l’imponente Aubette, ho avuto subito la sensazione di trovarmi nel cuore di una città viva e internazionale. Non è solo una piazza da attraversare, ma un vero punto di riferimento, ideale anche per una pausa in uno dei tanti caffè che la circondano.
La cattedrale di Strasburgo
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Poco dopo mi sono diretto verso la cattedrale di Notre-Dame de Strasbourg, uno degli esempi più straordinari di architettura gotica in Europa. La sua costruzione iniziò nel 1015, ma fu completata solo nel 1439, e per diversi secoli è stata l’edificio più alto del mondo grazie alla sua guglia di 142 metri. Già da lontano la vista della facciata, ricchissima di sculture e decorazioni, lascia senza parole.
Entrare nella cattedrale è gratuito, ma al suo interno ci sono alcune attrazioni a pagamento. Una delle più famose è l’orologio astronomico, un capolavoro di ingegneria rinascimentale che ogni giorno, alle 12:30, mette in scena un piccolo spettacolo meccanico. Inoltre, per chi vuole, è possibile salire fino alla piattaforma panoramica: il biglietto costa circa 5 euro e, dopo più di 300 scalini, si è ripagati da una vista mozzafiato sulla città e, nelle giornate limpide, perfino sui Vosgi e la Foresta Nera.
Visitare la cattedrale mi ha dato la sensazione di fare un salto indietro nel tempo. Non è solo un monumento religioso, ma un vero simbolo di Strasburgo, capace di raccontare quasi mille anni di storia europea.
Il Parlamento Europeo
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Un’altra tappa fondamentale della mia giornata è stata il Parlamento Europeo, che si trova nel quartiere delle istituzioni europee, poco fuori dal centro storico. Strasburgo è infatti una delle tre capitali dell’Unione Europea, insieme a Bruxelles e Lussemburgo, e ospita alcune delle sessioni plenarie del Parlamento.
L’edificio principale, il Palais de l’Europe, ha un’architettura moderna e imponente, con una torre semicircolare che simboleggia l’unità e la cooperazione tra i paesi membri. È possibile visitare il Parlamento gratuitamente, ma bisogna prenotare in anticipo e presentarsi con un documento valido. Le visite comprendono un tour multimediale, la possibilità di assistere alle sessioni quando sono in corso e l’accesso all’emiciclo, dove si svolgono i dibattiti.
Personalmente non ho avuto la possibilità di entrare, ma già solo trovarmi davanti a questo edificio mi ha fatto percepire l’importanza politica di Strasburgo e il suo ruolo nel cuore dell’Europa.
La Petite France
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Infine, la parte che mi ha conquistato di più: la Petite France. Questo quartiere storico, patrimonio UNESCO, è un dedalo di stradine acciottolate, canali e case a graticcio che sembrano uscite da una fiaba. In passato era il quartiere dei pescatori e dei conciatori, ma oggi è una delle zone più romantiche e pittoresche di Strasburgo.
Passeggiare qui è come entrare in un dipinto: le case colorate si specchiano nell’acqua, i ponti fioriti collegano un canale all’altro e ogni angolo sembra perfetto per una fotografia. Alcune delle case risalgono al XVI secolo e sono perfettamente conservate. Uno dei punti più scenografici è quello dei Ponts Couverts, dove tre torri medievali vegliano ancora oggi sul quartiere.
Ho passato qui gran parte del pomeriggio, semplicemente lasciandomi guidare dall’atmosfera. È il luogo ideale per chi ama la fotografia, ma anche solo per sedersi in un bistrot lungo il canale e godersi l’atmosfera unica di Strasburgo.
Alla scoperta di Colmar
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Dopo aver dedicato una giornata a Strasburgo, ho passato il resto del mio soggiorno a Colmar, la città che ho scelto come base del viaggio. Se Strasburgo mi ha colpito per la sua grandezza e per il suo ruolo internazionale, Colmar mi ha conquistato con il suo fascino intimo, quasi da fiaba. Passeggiando per le sue stradine ho avuto la sensazione di entrare in un dipinto, con case colorate, canali e angoli che sembrano sospesi nel tempo.
Il centro storico
Il cuore di Colmar è il suo centro storico, un labirinto di vicoli acciottolati e piazze pittoresche. Camminare qui significa immergersi nella storia dell’Alsazia: molte case a graticcio risalgono al Medioevo o al Rinascimento e sono perfettamente conservate. Ogni edificio ha una sua personalità, dai balconi fioriti alle facciate color pastello.
Tra i punti che mi hanno colpito di più c’è place de la Cathédrale, dominata dalla collegiata di Saint-Martin, costruita tra il XIII e il XIV secolo in stile gotico. L’ingresso è gratuito e vale la pena entrare per ammirare le vetrate e l’atmosfera raccolta. Passeggiando, mi sono imbattuto anche in piccole botteghe artigiane e caffè che trasmettono l’anima autentica della città.
La Petite Venise
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Uno dei luoghi più fotografati di Colmar è senza dubbio la Petite Venise, chiamata così per i suoi canali che ricordano, in piccolo, quelli della città lagunare italiana. Qui le case colorate si riflettono nell’acqua creando scenari da cartolina. Io ho approfittato di una breve gita in barca sui canali: dura circa mezz’ora e permette di vedere il quartiere da una prospettiva diversa, con scorci che a piedi non si notano. Il costo è di circa 6 euro e secondo me è un’esperienza che merita.
La Petite Venise è anche il quartiere perfetto per una passeggiata al tramonto, quando le luci calde del sole si riflettono sull’acqua. È stato uno dei momenti che ho più amato durante il mio soggiorno a Colmar.
I musei di Colmar
Colmar è anche una città di cultura, e tra i suoi musei spicca il Museo Unterlinden, ospitato in un antico convento domenicano. Qui si trova il celebre Altare di Issenheim, un capolavoro di Matthias Grünewald che attira appassionati d’arte da tutto il mondo. L’ingresso costa circa 13 euro e include anche la sezione moderna, con opere di artisti come Monet e Picasso. Personalmente ho trovato affascinante il contrasto tra l’arte medievale e quella contemporanea, raccolte nello stesso complesso.
Un altro museo interessante è il Museo Bartholdi, dedicato allo scultore nato proprio a Colmar che ha progettato la Statua della Libertà di New York. È un museo più piccolo ma molto suggestivo, soprattutto se si ama la scultura e la storia.
Case e piazze da non perdere
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Colmar è ricca di edifici storici che meritano una sosta. Tra i più famosi ci sono la Maison Pfister, una delle case più iconiche della città con le sue decorazioni rinascimentali, e la Koïfhus, l’antica dogana che un tempo era il centro della vita commerciale. Io ho trovato particolarmente piacevole anche semplicemente girovagare senza una meta precisa: ogni piazza, come Place Jeanne d’Arc o Place de l’Ancienne Douane, ha un’atmosfera diversa e racconta un pezzo della storia cittadina.
Impressioni personali
Colmar mi è rimasta nel cuore perché riesce a combinare la bellezza architettonica con un’atmosfera calorosa e accogliente. È una città a misura d’uomo, che si può visitare tranquillamente a piedi e che regala scorci indimenticabili a ogni angolo. Per chi ama la fotografia, è un vero paradiso: io stesso ho scattato decine di foto, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando le stradine erano ancora tranquille.
La via dei vini d’Alsazia
Uno dei momenti che ho più apprezzato del mio viaggio è stata la scoperta della via dei vini d’Alsazia, un itinerario panoramico di oltre 170 chilometri che attraversa villaggi pittoreschi, colline coltivate a vigneti e cantine dove degustare i rinomati vini locali. Partendo da Colmar è stato semplice organizzare escursioni giornaliere in auto, con la possibilità di fermarmi nei borghi che più mi incuriosivano.
Eguisheim: il villaggio circolare
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La mia prima tappa è stata Eguisheim, a soli 5 chilometri da Colmar. Questo piccolo borgo è considerato uno dei più belli di Francia ed è famoso per la sua pianta circolare: le stradine si snodano a spirale intorno al castello, creando un effetto davvero particolare. Passeggiando ho ammirato le case a graticcio perfettamente restaurate e i balconi fioriti che rendono ogni angolo una cartolina. Non a caso Eguisheim è stato più volte premiato come villaggio fiorito per eccellenza.
Riquewihr: la perla medievale
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Proseguendo il mio percorso sono arrivato a Riquewihr, un villaggio che sembra rimasto fermo al XVI secolo. Le sue mura medievali sono ancora intatte e all’interno si cammina tra viuzze piene di enoteche, botteghe artigiane e case color pastello. Una delle cose che mi ha colpito di più è stato il contrasto tra l’atmosfera antica e la vivacità dei negozi moderni. Qui ho trovato alcune delle migliori occasioni per acquistare bottiglie di vino locale, con produttori che offrono degustazioni direttamente nelle loro cantine.
Kaysersberg: tra storia e natura
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Un’altra tappa che non poteva mancare è Kaysersberg, dominato dai resti del suo castello medievale che si raggiunge con una breve salita a piedi. Dall’alto si ha una vista splendida sui vigneti e sul borgo sottostante. Il centro storico è altrettanto affascinante, con il suo ponte in pietra che attraversa il fiume Weiss e le tipiche case alsaziane colorate. Per me è stato uno dei villaggi più suggestivi, perché combina la bellezza architettonica con un contesto naturale davvero spettacolare.
Le cantine e le degustazioni
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Lungo tutta la via dei vini non mancano le cantine che aprono le porte ai visitatori. Io ho avuto modo di fermarmi in alcune aziende familiari, dove i produttori spiegano con passione i processi di vinificazione e offrono degustazioni di Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris, tre dei vini simbolo dell’Alsazia. I prezzi variano: spesso l’assaggio è gratuito se si acquista una bottiglia, altrimenti può costare dai 5 ai 10 euro. È un’esperienza che consiglio a chiunque, anche solo per scoprire la varietà di sapori e profumi che caratterizzano questa regione.
Un itinerario da vivere con calma
La via dei vini non è solo un percorso turistico, ma un vero viaggio sensoriale. Io l’ho vissuta senza fretta, fermandomi dove trovavo un panorama che meritava una foto o un borgo che sembrava interessante. Il consiglio che mi sento di dare è di non cercare di vedere tutto in un giorno, ma di scegliere due o tre villaggi e assaporarli con calma. Ogni borgo ha un carattere diverso e merita tempo per essere apprezzato davvero.
Sapori e tradizioni d’Alsazia
Un viaggio in Alsazia non è completo senza assaggiare le sue specialità culinarie, che riflettono l’incontro tra cultura francese e tedesca. Durante i miei giorni a Colmar e Strasburgo ho avuto l’occasione di provare diversi piatti tipici, alcuni più noti e altri meno conosciuti, che mi hanno fatto apprezzare ancora di più l’identità gastronomica della regione.
La flammekueche
Il piatto che più rappresenta l’Alsazia è senza dubbio la flammekueche (o tarte flambée), una sorta di pizza sottilissima cotta nel forno a legna. L’impasto è ricoperto con crème fraîche, cipolle e pancetta affumicata, ma esistono molte varianti, anche con formaggio Munster o verdure. Io l’ho provata in una winstub tradizionale di Colmar e mi ha sorpreso per la sua leggerezza: croccante, saporita e perfetta da condividere.
La choucroute alsaziana
Un altro piatto iconico è la choucroute garnie, a base di crauti fermentati accompagnati da vari tipi di carne e salsicce. È un piatto abbondante e sostanzioso, che racconta bene l’anima contadina e robusta della cucina alsaziana. Personalmente l’ho trovato ideale per una cena dopo una giornata di cammino: è il tipo di piatto che scalda e soddisfa, anche se ammetto che le porzioni sono davvero generose.
I bretzel e gli snack da strada
Passeggiando per Strasburgo e Colmar non si può resistere al profumo dei bretzel, i tipici pani intrecciati cosparsi di sale grosso. Io li ho mangiati spesso come spuntino durante le visite, accompagnati da una birra locale o semplicemente presi da un chiosco. Sono un simbolo della cultura mitteleuropea, ma qui assumono un carattere particolare perché fanno parte anche dell’identità alsaziana.
I dolci tipici
Tra i dolci, il mio preferito è stato il kougelhopf, una soffice brioche a forma di ciambella, spesso arricchita con uvetta e mandorle. L’ho assaggiato a colazione e l’ho trovato perfetto con un caffè o un tè caldo. In periodo natalizio, poi, la tradizione dolciaria alsaziana si arricchisce con biscotti speziati e pan di zenzero che si trovano nei mercatini: profumi che rendono l’atmosfera ancora più magica.
I vini d’Alsazia
Naturalmente, non si può parlare di Alsazia senza citare i suoi vini bianchi. Durante le degustazioni lungo la via dei vini ho avuto modo di assaggiare il Riesling, fresco e minerale, il profumatissimo Gewürztraminer, con note di frutta e spezie, e il Pinot Gris, più morbido e strutturato. Questi vini si abbinano perfettamente ai piatti locali e rappresentano una delle eccellenze della regione. Ho portato a casa qualche bottiglia come ricordo del viaggio, convinto che siano tra i migliori bianchi d’Europa.
Consigli pratici per organizzare il viaggio
Il mio viaggio in Alsazia è durato quattro giorni, un tempo che consiglio perché permette di visitare Strasburgo, Colmar e fare una tappa lungo la via dei vini senza fretta. Con due o tre giorni si può comunque vivere un assaggio della regione, ma bisogna scegliere con cura le tappe.
Come base del soggiorno ho scelto Colmar, più raccolta e affascinante rispetto a Strasburgo, e in posizione strategica per esplorare i villaggi vicini. Strasburgo rimane invece ideale per chi preferisce una città più grande e vivace.
Per gli spostamenti, l’auto è la soluzione più comoda: permette di muoversi liberamente tra i paesi e fermarsi quando si vuole. Chi intende visitare solo le città principali può affidarsi tranquillamente al treno, rapido ed efficiente.
Sul fronte budget, bisogna calcolare circa 70-100 euro a notte per un hotel, 20-30 euro per un pasto e qualche euro in più per ingressi a musei o degustazioni. I vini hanno prezzi accessibili e sono un ottimo ricordo da portare a casa.
Quanto al periodo migliore, l’estate è piacevole, l’autunno regala vigneti colorati e dicembre diventa magico con i mercatini di Natale, tra i più belli d’Europa.