Il Ghiacciaio Fellaria Ovest si raggiunge a piedi dalla Valmalenco, seguendo il Sentiero glaciologico Luigi Marson e passando dal Rifugio Bignami. L’escursione porta tra morene, torrenti e laghi di origine glaciale, in un ambiente d’alta quota che richiede passo sicuro e una buona pianificazione. La meta non è una passeggiata fino al ghiaccio: il percorso segnalato permette di osservarne il paesaggio da punti panoramici senza avvicinarsi alla fronte instabile.
Dove si trova il Ghiacciaio Fellaria Ovest
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Il ghiacciaio si trova in Valmalenco, nel territorio di Lanzada, in provincia di Sondrio. Il punto di partenza abituale dell’itinerario è il Rifugio Bignami, sull’Alpe Fellaria, a circa 2.400 metri di quota. Da qui il Sentiero glaciologico Luigi Marson si divide in tre rami: i percorsi A e B conducono nell’area del Fellaria Ovest, mentre il percorso C si avvicina al Fellaria Est.
La distinzione è utile per orientarsi, perché il nome Fellaria indica due lingue glaciali diverse. La fronte occidentale si è ritirata e il paesaggio che si osserva lungo il sentiero è cambiato nel tempo: dove un tempo arrivava il ghiaccio oggi si trovano rocce, morene e piccoli bacini. Il percorso A segue la cresta della morena laterale del Fellaria Ovest e arriva vicino alla fronte glaciale, presso un lago di sbarramento morenico. Il ramo B attraversa invece la valle seguendo le tracce del ritiro.
Il lago più ampio e noto nelle fotografie della zona, con il ghiaccio che può galleggiare sull’acqua, è associato al ramo C e al Fellaria Est. Non va confuso con l’itinerario occidentale. Sapere in anticipo quale ramo si vuole percorrere aiuta a scegliere la meta e a stimare tempi e dislivelli senza aspettarsi di trovare lo stesso scenario lungo tutti i tracciati.
Come arrivare al Rifugio Bignami
Da Lanzada si sale verso Franscia e Campo Moro, nella parte alta della Valmalenco. In condizioni normali, il percorso prosegue verso la diga di Alpe Gera, dove si trova un’area di parcheggio. Dalla diga si raggiunge il sentiero che sale al Rifugio Bignami, costeggiando il bacino e attraversando pascoli e tratti pietrosi. Per questa salita sono indicati circa 1 ora e 30 minuti di cammino e un dislivello di poco più di 400 metri.
Il tragitto fino al rifugio è già un’escursione in ambiente alpino: servono scarponi da trekking, acqua, abbigliamento a strati e tempo sufficiente per il rientro. Chi pianifica la giornata può consultare anche la guida su cosa portare in montagna, utile per preparare lo zaino e scegliere l’equipaggiamento adatto.
La viabilità per Campo Moro può cambiare per lavori, frane o ordinanze locali. Prima di partire controlla gli aggiornamenti del Comune di Lanzada e le indicazioni dei rifugi, soprattutto se viaggi in auto o fuori dalla stagione estiva. Anche l’apertura del Bignami è stagionale: non fare affidamento su bar, pasti o pernottamento senza aver verificato direttamente con la struttura. Se il rifugio è chiuso, organizza l’escursione in autonomia e porta con te tutto il necessario.
Il sentiero per Fellaria Ovest
Dal Rifugio Bignami si imbocca il Sentiero glaciologico Luigi Marson in direzione del Rifugio Marinelli Bombardieri, fino al ponte poco a monte dell’Alpe Fellaria. Il percorso è segnalato con ometti e bolli blu. Lungo il tracciato sono presenti pannelli che spiegano come il ghiaccio abbia modellato la valle e come le sue variazioni abbiano lasciato tracce visibili nel paesaggio.
Per il ramo A, il dislivello dal rifugio è di circa 290 metri; si raggiungono i 2.638 metri di quota e il tempo indicativo di salita è di un’ora e mezza. Il sentiero panoramico segue il filo della morena laterale occidentale fino al lago vicino alla fronte. Il ramo B richiede circa due ore in salita, con un dislivello indicativo di 165 metri e una quota massima di 2.520 metri; si sviluppa nella valle del Fellaria Ovest, seguendo le tracce lasciate dal ritiro della lingua glaciale.
I tempi indicati si riferiscono ai singoli rami dal punto di partenza del sentiero glaciologico e non comprendono l’andata da Campo Moro al rifugio, le soste o il ritorno. Per una giornata che parte dal parcheggio, considera quindi diverse ore di cammino e margine per eventuali rallentamenti. Valuta le condizioni del gruppo, la luce disponibile e il meteo prima di scegliere fin dove proseguire. In alta quota anche un itinerario ben segnalato può diventare impegnativo con pioggia, neve residua o fondo instabile.
Cosa vedere lungo il percorso
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Il valore dell’escursione sta anche in ciò che si incontra prima di arrivare al punto panoramico. Il bacino artificiale di Alpe Gera accompagna la prima parte dell’avvicinamento, poi lascerà spazio a pascoli, rocce e corsi d’acqua. Avvicinandosi al ghiacciaio, la morena mostra l’accumulo di detriti spinti e lasciati dal ghiaccio: una sorta di archivio naturale che racconta le trasformazioni della valle.
Dal ramo A si osservano il profilo della lingua occidentale e il lago formatosi davanti alla fronte. Il panorama cambia rispetto alle immagini più diffuse del Fellaria Est: qui l’attenzione si concentra sulla morena, sulla conca e sui segni del ritiro glaciale. I pannelli del Sentiero Luigi Marson aiutano a leggere queste forme e a capire la relazione tra ghiaccio, acqua e roccia.
Il percorso va affrontato restando sul tracciato segnalato. Non oltrepassare le transenne o i punti di arresto e non salire sulla superficie del ghiacciaio senza competenze e attrezzatura alpinistica. La fronte può essere instabile e soggetta a crolli; anche le rive dei laghi glaciali possono presentare terreno friabile. La distanza di sicurezza permette di godersi il paesaggio senza esporsi a rischi inutili e senza danneggiare un ambiente delicato.
Periodo migliore e consigli per l’escursione
Il periodo più adatto coincide in genere con la stagione estiva, quando i rifugi e i servizi d’alta quota sono più facilmente accessibili. La data, però, non basta a garantire buone condizioni: neve residua, temporali, temperature basse e lavori sulla strada possono modificare l’itinerario. Controlla le previsioni e lo stato dei sentieri il giorno prima, poi ricontrolla le comunicazioni locali prima di metterti in cammino.
Indossa scarponi con suola adatta a pietraie e terreno irregolare; porta acqua, cibo, giacca impermeabile e uno strato caldo. La connessione telefonica in zona può essere limitata, quindi scarica in anticipo mappe e tracce ufficiali e comunica a qualcuno il programma previsto. Evita di iniziare tardi: dal parcheggio al punto panoramico, tra salita, soste e ritorno, la giornata richiede un impegno consistente.
Aggiornamento viabilità del 6 ottobre 2026: nel 2026 la strada per Franscia e Campo Moro è stata interessata da una frana e da interventi di messa in sicurezza. Il Comune di Lanzada ha indicato una chiusura temporanea del tratto Tornadri-Franscia dal 14 settembre al 9 ottobre; verifica eventuali proroghe e le modalità di accesso aggiornate prima di partire. Anche il servizio navetta estivo straordinario aveva una scadenza a metà settembre, quindi non considerarlo attivo senza una conferma.