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Negli anni Ottanta e Novanta l’equipaggiamento invernale aveva una forma precisa: le catene nel bagagliaio, comprate una volta e trasportate per stagioni intere, tirate fuori sul ciglio della strada e spesso montate male al primo tentativo. Il pneumatico invernale esisteva, ma veniva considerato una scelta da residenti in quota, non da chi saliva in montagna tre weekend l’anno. L’equipaggiamento consisteva nel portare qualcosa a bordo, non nel montarlo sull’auto.
Il passaggio è avvenuto quando l’obbligo è diventato capillare e leggibile. L’articolo 6 del Codice della Strada attribuisce agli enti proprietari delle strade il potere di imporre l’equipaggiamento invernale, e la Direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013 ne ha fissato le linee guida nazionali: dal 15 novembre al 15 aprile, con un mese di tolleranza in apertura e in chiusura per il montaggio e lo smontaggio. Da quel momento il cartello blu con lo pneumatico incatenato ha smesso di essere un’eccezione alpina ed è comparso su tratti collinari e appenninici, dove nevica poco ma gela spesso.
La conseguenza è stata economica prima ancora che tecnica: due treni invece di uno, con il secondo fermo in magazzino per sei mesi. È qui che si è aperto il mercato dell’usato selezionato. Chi cerca gomme invernali usate per l’obbligo stagionale si rivolge oggi tanto al gommista sotto casa quanto ai portali specializzati – 4GommeUsate è uno di questi, accanto a rivenditori locali che tengono a magazzino treni smontati – dove la scheda riporta misura, marcatura e battistrada residuo misurato.
Cosa si legge sul fianco
Il fianco dello pneumatico contiene le informazioni che contano, ed è la prima cosa da guardare quando si valuta un treno di seconda mano. La marcatura M+S attesta l’idoneità all’uso invernale secondo il Codice della Strada; il simbolo 3PMSF, il fiocco di neve dentro una montagna a tre cime, certifica invece il superamento di prove di aderenza su neve secondo standard internazionali. Sono due livelli diversi, e su alcune tratte la segnaletica richiede esplicitamente il secondo.
Sullo stesso fianco compaiono la misura e i codici di carico e di velocità, che vanno confrontati con quanto riportato sul libretto di circolazione. Per gli pneumatici invernali la normativa ammette un codice di velocità inferiore a quello omologato, purché non scenda sotto la lettera Q. La deroga vale però soltanto durante il periodo di obbligo e nel mese di tolleranza che lo precede: oltre il 15 maggio, circolare con quel treno espone a una sanzione e al ritiro della carta di circolazione.
La soglia che conta
Il limite legale del battistrada è 1,6 millimetri, segnalato dai piccoli tasselli TWI sul fondo delle scanalature principali. Su un pneumatico invernale, però, quella misura dice poco: sotto i quattro millimetri il disegno perde progressivamente la capacità di evacuare neve sciolta, e le lamelle non lavorano più come dovrebbero. È la soglia raccomandata da ADAC e dalle principali organizzazioni tecniche, ed è il motivo per cui un treno usato che parte da cinque millimetri copre a stento una stagione.
Conta anche l’omogeneità. Due pneumatici sullo stesso asse con usura molto diversa alterano il comportamento in frenata e in curva e mettono in difficoltà i sistemi elettronici di controllo. Per questo un treno completo con usura uniforme vale più di quattro pezzi presi separatamente, anche a parità di millimetri dichiarati.
Il ricambio generazionale
C’è un terzo cambiamento, più recente e meno visibile. Chi ha preso la patente negli ultimi dieci anni non ha quasi mai montato una catena, e non ha ereditato l’idea che l’auto sia un bene da mantenere identico a sé stesso il più a lungo possibile. Per questa generazione il ricondizionato non è un ripiego ma una categoria d’acquisto ordinaria, e il pneumatico usato controllato rientra nella stessa logica con cui si compra un telefono ricondizionato.
Il risultato è un mercato che si è dovuto strutturare: schede tecniche, misurazione dichiarata, criteri di scarto. Quello che una volta era un accordo verbale con il gommista di fiducia è diventato un’informazione scritta, verificabile prima dell’acquisto. Resta da capire se, tra qualche stagione, quel gesto di ottobre nei piazzali lungo le statali avrà ancora senso — o se anche l’ultima abitudine ereditata dai viaggi in montagna di una volta sarà finita online.